
Cremasco, 14 gennaio 2021
Il giorno della ribellione è domani, quando i ristoratori, stanchi dell'impossibilità di lavorare, rialzeranno la testa, anzi, le saracinesche chiuse da troppo tempo, per cercare di far sentire forte e chiara la loro voglia di riprendere a lavorare. Per non morire. Oltre 50mila adesioni all'appello della protesta chiamata Io apro e ci sono voci nel coro che arrivano anche da ristoratori cremaschi, uno su tutti intenzionato a un'azione clamorosa: aprire, servire i pasti e non farsi pagare. E' Sergio Brambini a cavalcare il malcontento. Titolare dal 1961 con la sua famiglia dell'Hosteria S. Carlo, alle Colombare di Moscazzano, Brambini domani a pranzo aprirà i battenti e servirà i clienti che sfideranno il divieto e andranno da lui. Non ci sarà, alla fine, il conto, ma un'offerta libera lasciata dai commensali. Nessuno scontrino di cassa battuto. Ben consapevole del rischio che corre, Brambini tuttavia afferma che qualcuno deve pur cominciare a farsi sentire e lui ha scelto di farlo. La sua protesta ha già generato attenzione, tanto che nel cremasco e in provincia qualcuno è pronto a seguirlo e addirittura a restare aperto anche la sera e nel weekend.
Nella foto, Sergio Brambini con Alessandro Borghese su Sky