Crema, 01 novembre 2026

(Annalisa Andreini)  Salamini dei morti con fagiolini dall’occhio per il giorno di Ognissanti e della commemorazione dei morti.

Una tradizione che sta ritornando in auge in ristoranti e gastronomie e sulle tavole casalinghe.

E, quest’anno, questo piatto così povero pare essere molto apprezzato anche dai più giovani, che ritornano ad avvicinarsi alla cucina tradizionale.

Nel cremonese sono ormai famose e frequentatissime le manifestazioni di Pizzighettone e Sospiro( Sagra del Fasùlin), che in questo weekend (e continueranno anche nel prossimo fine settimana) hanno servito centinaia di scodelle con i Fasulìn de l’Öc cun le cudeghe, preparati come una volta e serviti con le cotenne e fette di pane.

A Crema, invece, si parla sempre dei salamini con i fagioli dall’occhio e, nella ricetta della tradizione, anche con le cotenne (anche se in tanti preferiscono non inserirle).

Ma da dove viene questo piatto? 

In passato le osterie cremasche, disseminate sul territorio, servivano questa sorta di zuppa tipicamente autunnale, Salamì dai Mortc, a tutti i passanti, solitamente nelle scodelle.

Si chiamano salamini dei morti perché sono proprio i primi prodotti freschi a essere utilizzati dopo l’uccisione del maiale, che nelle campagne cremasche iniziava in questo periodo.

Un piatto povero, che prevede i salamini (nel nostro territorio sono di ottima qualità), carote, sedano e cipolle per il soffritto, i fagioli dall’occhio (che andranno messi in ammollo la sera precedente), un po’ di salsa di pomodoro e le foglie di alloro per conferire un profumo particolare al piatto.

È una preparazione lunga, che diventa quasi un rito per alcune famiglie.

Alcune gastronomie, come le Bontà del Borgo in via Mazzini, lo preparano ed è richiestissimo, come ha dichiarato Francesco Spreafico. Alcuni locali, come l’Agriturismo Cascina Loghetto, oltre ad averli in menu li preparano anche da asporto mentre altri danno un tocco speciale al piatto, come la trattoria Rosetta di Capergnanica, che in questi giorni di ricorrenza li serve con del cavolo nero fritto.