Crema News - Dal territorio - Non ce l'ha fatta Il carcere Ca' del Ferro

Cremona, 11 agosto 2026

(Andrea Biraghi) È morto dopo undici giorni di ricovero il detenuto di 39 anni rimasto gravemente ustionato il 30 luglio all’interno del carcere di Ca’ del Ferro, a Cremona. L’uomo era stato trasferito in condizioni critiche all’ospedale Niguarda di Milano, dove è deceduto nel primo pomeriggio di ieri.

Secondo la diagnosi, a provocare la morte è stato un collasso dell’apparato respiratorio, conseguenza delle ustioni di terzo grado riportate. Le sue condizioni avevano compromesso in maniera irreversibile anche la funzionalità renale. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria e potrà essere trasferita in Marocco, come richiesto dalla famiglia, soltanto dopo l’autopsia.

Resta da chiarire come siano divampate le fiamme. I familiari del 39enne, assistiti dall’avvocato Giovanni Pignataro, hanno riferito di aver ricevuto nel corso dei giorni ricostruzioni diverse dell’accaduto. Inizialmente sarebbero state prospettate più ipotesi: un incendio accidentale, una rissa tra detenuti oppure un violento scontro avvenuto all’interno del carcere. Fonti sindacali avevano invece ricondotto l’episodio a un gesto autolesionistico.

Versioni differenti sulle quali dovrà ora fare chiarezza la Procura di Cremona, che ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica e accertare eventuali responsabilità.

C’è poi un elemento che rende la vicenda ancora più particolare. Il 39enne si trovava a Ca’ del Ferro dall’inverno del 2023 e avrebbe dovuto terminare la detenzione a metà agosto, quindi a pochi giorni di distanza. Una circostanza che naturalmente non permette di trarre conclusioni sulla natura dell’incendio, ma che si aggiunge agli interrogativi già aperti sulle sue cause perché appare inverosimile un suicidio a pochi giorni dal ritorno in libertà.

L’uomo aveva alle spalle problemi di tossicodipendenza e nel carcere cremonese svolgeva diversi lavori di manutenzione e altre mansioni negli spazi esterni ai padiglioni, pur restando all’interno del perimetro dell’istituto. Prima del trasferimento a Cremona si trovava nel carcere di Busto Arsizio, dove aveva ottenuto alcuni permessi per svolgere attività lavorative all’esterno, successivamente revocati.

L’autopsia e gli accertamenti della Procura saranno quindi decisivi non soltanto per definire le cause della morte, ma soprattutto per stabilire che cosa sia realmente accaduto quella sera a Ca’ del Ferro.