Lodi, 16 giugno 2026

(Andrea Biraghi) Un furgone rubato usato come ariete contro l’ingresso del Carrefour di viale Italia, la cassaforte già spostata e la fuga prima di riuscire a caricarla sul mezzo. Il tentato colpo avvenuto a Lodi nella notte del 15 settembre scorso rientra nel quadro degli episodi con cui gli investigatori stanno ricostruendo l’attività di una banda accusata di furti, rapine e assalti alle casseforti tra Lombardia e Piemonte. L’operazione è scattata martedì mattina nel Pavese, ma tra le province citate nell’inchiesta c’è anche quella di Lodi.

L’indagine è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Pavia ed è coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia e dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo ha commesso 23 reati tra giugno 2025 e marzo 2026, spostandosi tra le province di Pavia, Lodi, Alessandria, Milano e Cuneo.

Martedì mattina circa 70 militari hanno eseguito misure cautelari nei confronti di persone considerate parte dello stesso contesto familiare e dimoranti nella provincia di Pavia. Sette persone, tra cui un minorenne, sono state portate in carcere, mentre altri due minori sono stati collocati in comunità. Durante l’operazione sono state eseguite anche perquisizioni e sequestri: i carabinieri hanno trovato arnesi ritenuti utili per lo scasso e telefoni cellulari, ora a disposizione degli investigatori per gli accertamenti.

Le accuse contestate comprendono furti aggravati in supermercati e stazioni di servizio, furti d’auto, ricettazione, furti con destrezza, rapine ai danni di persone anziane, furti di rame per diverse tonnellate e utilizzo indebito di carte di credito. Per gli inquirenti non si tratta di episodi isolati, ma dell’attività di un’associazione per delinquere capace di muoversi rapidamente da una provincia all’altra.

A Lodi il precedente più vicino alla tecnica descritta dagli investigatori è il tentato assalto al Carrefour di viale Italia. Quella notte i ladri avevano utilizzato un furgone rubato a San Giuliano Milanese per sfondare la vetrata del supermercato. Erano almeno tre e avevano già iniziato a spostare la cassaforte, ma l’arrivo delle volanti della polizia li aveva costretti a scappare prima di riuscire a caricarla sul mezzo. Il furgone era stato abbandonato sul posto e sequestrato, mentre i banditi erano riusciti a far perdere le proprie tracce dopo un inseguimento.

Pochi giorni prima, nella notte del 4 settembre, anche il Conad di Spino d’Adda era stato assaltato con una tecnica analoga. Almeno cinque persone erano entrate in azione con mezzi rubati, sfondando l’ingresso del supermercato e portando via la cassaforte in pochi minuti. Il bottino era stato indicato in circa 30mila euro, mentre i veicoli utilizzati per il colpo erano stati poi abbandonati nelle campagne di Boffalora d’Adda.

La stessa modalità compare anche nel Sudmilano. Nella notte tra il 28 e il 29 luglio il Carrefour Contact di piazza Italia, a San Giuliano Milanese, era stato colpito da tre uomini incappucciati arrivati con un furgone rubato, usato per sfondare l’ingresso del supermercato. Anche in quel caso l’obiettivo era la cassaforte.

L’operazione di martedì chiude una prima fase dell’inchiesta. Gli accertamenti proseguono sui telefoni e sul materiale sequestrato, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio i singoli episodi e i ruoli attribuiti ai componenti del gruppo.