Crema News - Crema. Consiglio comunale  in clima già elettorale Il consiglio comunale di ieri sera

Crema, 09 giugno 2026

(Dario Dolci) Con 14 voti favorevoli e 5 contrari, il consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio da 18 milioni di euro, che nella seduta precedente era stata rinviata per carenza di documentazione. E’ stato un consiglio movimentato e ricco di interventi polemici, nel quale la chiusura improvvisa a auto, ciclisti e pedoni del ponte di via Cadorna non poteva non avere una parte rilevante. I consiglieri di minoranza hanno puntato il dito sul tempo perso dall’attuale amministrazione e dalle due precedenti, nelle quali il sindaco Fabio Bergamaschi era assessore ai Lavori pubblici.

Ritardi, comunicazioni che cambiano di volta in volta, costi che lievitano e silenzio sui ristori ai commercianti sono state le accuse principali, mentre la maggioranza ha fatto quadrato attorno al sindaco, respingendo la richiesta di dimissioni e ribadendo la piena fiducia nel suo operato. In merito alla variazione di bilancio, il consigliere Simone Beretta (Noi Moderati) ha messo in evidenza la mancanza di programmazione e di progettazione di una giunta che pochi mesi fa ha fatto approvare un bilancio, dopodiché ha dato mandato ai dirigenti comunali di raggiungere determinati obiettivi e oggi ne presenta un altro diverso nella sostanza e quindi riparte da capo. I consiglieri Giovanni De Grazia, Paolo Patrini e Beppe Torrisi di FdI hanno criticato i soldi che la giunta intende spendere per il laghetto alla Pierina, per la parziale sistemazione di viale Europa, per mettere il pavé in via Civerchi, suggerendo di utilizzarli per sistemare alcuni alloggi popolari e assegnarli, come ha ribadito anche Laura Zanibelli (Forza Italia). Quest’ultima ha ricordato come l’avanzo di amministrazione libero si stia riducendo e non potrà coprire le maggiori spese in parte corrente del 2027. Ha inoltre rimproverato al sindaco di continuare a spendere come in una campagna elettorale continua, cercando di recuperare quel che nei primi quattro anni di mandato non ha fatto. Zanibelli ha poi evidenziato come non ci siano i soldi per il sottopasso ciclopedonale su viale Santa Maria, con un quartiere che rimane tagliato fuori, così come il ponte di via Cadorna chiuso sta isolando San Bernardino, Castelnuovo e Vergonzana. “Se il ponte aveva problemi nel 2019 – ha concluso Zanibelli - era prevedibile che peggiorasse e nonostante ciò l’attuale giunta ha procrastinato sia la realizzazione del progetto, pensando alle elezioni del 2027, sia le iniziative per la viabilità e i ristori. Questo è inaccettabile”.

In chiusura una domanda. “L’amministrazione come intende gestire i vari progetti dopo l’ennesima fuga del dirigente ai Lavori pubblici, figura voluta dal sindaco in persona per dare slancio alla gestione del progetti più impegnativi?”.

Prevedendo il fuoco di fila dai banchi dell’opposizione, il sindaco Fabio Bergamaschi aveva esordito dicendo: “La sicurezza del ponte viene prima di tutto e ci sarà la massima attenzione a ridurre i tempi del cantiere e ad accompagnare e sostenere i cittadini, residenti e attività economiche durante tutte le fasi dell’intervento per tutto il tempo necessario”. Il primo cittadino ha ricordato che le misure prese si sono rese necessarie alla luce di una comunicazione pervenuta nelle ore immediatamente precedenti da parte degli ingegneri incaricati della nuova verifica di transitabilità, quale misura cautelativa in attesa dell’esito di tale analisi ingegneristica. “Finché è stato possibile operare in un quadro di serenità, abbiamo tutelato la circolazione stradale, ricercando costantemente la soluzione tecnica migliore per ristrutturare il ponte in modo durevole e con il minor impatto possibile per la cittadinanza. I report tecnici in possesso ci hanno sempre confortato in merito alla possibilità di procedere alla chiusura del ponte nell’estate del 2027, non avendo potuto farlo già in questa estate, come avrei auspicato, a causa del protrarsi della fase di verifica del progetto esecutivo. Tuttavia, di fronte alle ultime evidenze tecniche, siamo dovuti intervenire”. Le nuove verifiche valuteranno l’eventuale ripristino della transitabilità, totale o parziale, oppure, anche la sua definitiva impossibilità.