Pandino, 09 giugno 2026

(Gianluca Maestri) È nella suggestiva cornice di Trevi, in Umbria, che si è tenuta quest’anno l’assemblea nazionale dei Borghi più belli d’Italia: tra confronto, identità e sfide concrete

Per il comune di Pandino, in rappresentanza del borgo di Gradella, c’era il vicesindaco Riccardo Bosa.

“Aldilà degli aspetti assembleari - racconta Bosa, - il tema centrale resta quello della sopravvivenza e della vitalità dei borghi italiani, sempre più chiamati a confrontarsi con fenomeni di spopolamento e progressivo indebolimento dei servizi di prossimità. Una riflessione che riguarda direttamente anche Gradella. Le criticità esistono e non vanno nascoste: la progressiva scomparsa delle attività commerciali, la necessità di recupero di immobili storici come la vecchia scuola elementare e gli interventi richiesti sul cimitero sono questioni concrete sulle quali l’amministrazione comunale è costantemente impegnata. Occorre tuttavia evidenziare con chiarezza un elemento strutturale spesso sottovalutato: la quasi totalità del patrimonio immobiliare del borgo è in mano privata. Negli ultimi anni si è registrato un progressivo impoverimento dell’attenzione diffusa alla cura degli edifici e degli spazi che non può essere attribuito esclusivamente all’ente pubblico. L’amministrazione riconosce pienamente le proprie responsabilità ma è altrettanto necessario ribadire che la tutela e la valorizzazione di un borgo non possono gravare unicamente sul comune o sull’iniziativa degli abitanti storici. Serve una partecipazione più ampia e consapevole anche da parte della proprietà privata, chiamata a svolgere un ruolo attivo nella conservazione del decoro e dell’identità del territorio”.

La particolare condizione di Gradella, borgo riconosciuto ma amministrativamente inserito nel comune di Pandino, comporta inoltre alcune oggettive difficoltà nell’accesso a strumenti e bandi dedicati ai piccoli centri storici, spesso calibrati su soglie demografiche inferiori ai 500 o 1000 abitanti.

L’esperienza dell’assemblea ha comunque confermato come esistano realtà che, attraverso visione e continuità amministrativa, sono riuscite a trasformare la valorizzazione dei borghi in un reale motore di sviluppo. In questo quadro, l’adesione all’associazione rappresenta soprattutto un’occasione di confronto tra amministratori che condividono sfide simili e la necessità di trovare soluzioni concrete e sostenibili.

“Gradella e Pandino - continua Bosa - dispongono di un patrimonio storico, rurale e culturale di assoluto rilievo, a partire dal borgo rurale e dal castello visconteo. Queste risorse possono costituire un volano importante per l’economia locale, ma richiedono tempo, investimenti mirati e una strategia di lungo periodo. Da gradellese originario, profondamente legato a questo territorio, resta la consapevolezza che il percorso di valorizzazione non è semplice e non sempre lineare. È un lavoro che richiede continuità e realismo, oltre che visione. L’obiettivo resta quello di fare in modo che Gradella non sia solo memoria del passato, ma una comunità viva e capace di costruire futuro”.