Una cremasca da Nyc: Non tagliate i bagolari

Crema, 05 novembre 2018

Giulia Frittoli, architetto di Crema che vive e opera a New York, ha scritto all'amministrazione comunale in merito alla volontà di tagliare i 29 bagolari di via Bacchetta.

“Sono nata a Crema, dove ho vissuto più di vent’anni. Durante la mia laurea in architettura presso il Politecnico di Milano, ho cresciuto un forte interesse per la paesaggistica e il ruolo degli spazi pubblici nelle città contemporanee. Cosi, conclusa la specialistica, mi sono trasferita a Rotterdam dove ho lavorato 4 anni per lo studio di urbanistica e paesaggistica West8. Tra il 2013 e il 2017, ho condotto alcuni dei loro progetti più recenti, come l’appena inaugurata piazza Het Zand in Bruges, la piazza Gambetta a Bordeaux, il progetto per la riqualificazione della fabbrica San Pellegrino. Un anno fa mi sono trasferita a New York, dove l’architetto Bjarke Ingels mi ha assunto come paesaggista e urbanista nel suo ufficio. Le città e le società contemporanee riflettono la scala e la realtà globale che viviamo giorno per giorno: architettura, urbanistica e paesaggio non possono più esser pensati come discipline a sé stanti, ma come realtà da integrare e pianificare al fine di costruire un futuro più sostenibile. Abbiamo imparato dagli errori del passato, da come il ventunesimo secolo e l’era dell’automobile hanno influenzato e cambiato non solo il nostro modo di vivere ma le nostre città, gli spazi che viviamo tutti i giorni. Recentemente, ho sviluppato esperienza in progetti che riguardano resilienza e sostenibilità urbana, lavorando su progetti sponsorizzati da Obama e dalla Rockefeller Foundation con il fine di trovare nuove soluzioni per adattare le città americane alle esigenze di una clima e una società in continuo cambiamento. L’attenzione al paesaggio, agli spazi pubblici, a città verdi diventa cruciale per salvaguardare il nostro futuro.

Conosco via Bacchetta molto bene, mia nonna abitava al numero 9. Purtroppo ci ha appena lasciati e questa email la devo a lei e a tutti quelli che hanno alzato la voce per salvare quegli alberi tanto discussi. Non possiamo accettarne il taglio. Se gli alberi sono cresciuti troppo e hanno danneggiato il marciapiede non e’ certo per colpa loro, ma per la mancata manutenzione e attenzione che ha creato il problema anche oggi si fatica a risolvere. Allora vorrei saperne di più. Ci sono diversi metodi da esplorare, ma probabilmente gli investimenti pubblici, specialmente in Italia, sono sempre troppo limitati. Nuovi alberi possono esser piantati con più riguardo e tecniche contemporanee idonee per garantire sicurezza per i pedoni e permettere alle piante di crescere in salute.

Conosco diversi esempi a livello internazionale che si possono prendere in considerazione. Inoltre, è possibile pensare alla rimozione ed al ricollocamento degli alberi in zone limitrofe. Magari in piazza Garibaldi, dove la riqualificazione prevede ancora parcheggi e zone dedicate alle auto invece che spazi pedonali, aree sicure per bambini, spazi più verdi. E’ il momento di cominciare a cambiare, a pensare al futuro delle nostre città. Ho sempre sognato di poter fare qualcosa per Crema, nonostante la mia carriera professionale mi stia portando sempre più lontana, ma sono disponibile ad approfondire la questione e a pensare a soluzioni alternative.

Giulia Frittoli

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