L'ultima bustina

Crema, 30 ottobre 2018

L'ultima bustina resta lì. Era destinata a Biagio, gatto sfortunato che non c'è più; se ne è andato lasciando molta tristezza in tutti noi. L'ultima bustina era quella destinata a Biagio, sempre primo ad arrivare la mattina alle sette quando era l'ora del pranzo e alla sera per la cena. Dietro di lui tutti gli altri amici quattro zampe, in rigorosa processione. Gatto sfortunato, Biagio, tolto dalle grinfie di un padrone che lo maltrattava e che gli aveva lasciato un segno perenne delle bastonate su un occhio che spesso lacrimava. Strappato una prima volta alla malattia, accolto in casa dagli altri suoi simili, era giocherellone e appena poteva se ne andava a spasso. La prima malattia lo aveva ridotto pelle e ossa in pochi giorni. Eravamo riusciti a salvarlo e poi non avevamo avuto il coraggio di mandarlo nella colonia. C'era voluto tempo, ma Biagio si era rimesso. E per un anno tutto era sembrato procedere bene. Poi, ai primi di luglio, la ricaduta. Cento giorni di lotta contro il male che, inesorabile, ti ghermiva. A settembre sembrava che la salute fosse tornata. Poi, un giorno, ti abbiamo visto con gli occhi tristi, fermo sul tuo cuscino preferito. Poca voglia di giocare e sempre meno di muoverti. Abbiamo lottato ancora fino all'ultimo, ma non ce l'abbiamo fatta. Non ti muovevi più, non arrivavi quando era l'ora del pranzo. Ti abbiamo imboccato, abbiamo cercato di forzarti per darti le medicine. Ma tu eri stanco e triste. Infine, quell'ultimo giorno, hai trovato la forza di scendere in giardino e goderti l'ultimo raggio di sole. Ti ho preso in braccio e riportato in casa quando per te faceva già troppo freddo e ti ho rimesso sul tuo cuscino. Avevi gli occhi tristi, ma mi hai fatto le fusa. Era il tuo modo di ringraziarci e di dirci addio.

L'ultima bustina non l'abbiamo aperta. Resta lì per te.


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