La riflessione domenicale di don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 13 maggio 2018

Riprendiamo questa Domenica, per la festa dell’Ascensione di Gesù, la lettura del vangelo di Marco, ascoltando proprio la sua conclusione. Ma sappiamo bene, e lo si capisce subito, che in realtà questa non è una chiusura definitiva, ma piuttosto l’inizio di un capitolo tutto nuovo, lasciato alla iniziativa e alla testimonianza dei discepoli chiamati a continuare l’opera di annuncio della salvezza iniziata da Gesù. Noi tutti forse siamo più interessati a poter vedere e verificare i segni che accompagnano la missione degli Apostoli. Ma non dimentichiamo che il primo e il più decisivo segno cui prestare attenzione è proprio il cambio di atteggiamento dei discepoli, al punto da far pensare che queste ultime righe del vangelo possano essere state aggiunte in seguito, visto il cambio repentino e sconvolgente nel comportamento degli apostoli. Dalla paura e dall’incredulità di fronte all’annuncio dei primi testimoni della risurrezione di Gesù passano a una fede convinta e diffusiva, diventando subito annunciatori decisi e testimoni coraggiosi della presenza del regno di Dio in mezzo agli uomini. Da questo momento la storia della salvezza è consegnata alla responsabilità di noi tutti. Per questo rinnoviamo da subito l’invocazione allo Spirito perché venga a suggerire le parole e le opere di Dio da realizzare nel nostro tempo. Ma soprattutto dobbiamo rinnovare la nostra fede nella presenza continua del Signore Gesù in noi grazie alla comunione col suo corpo nella celebrazione eucaristica. Dopo l’Ascensione di Gesù possiamo sperimentare la sua presenza solo nel mistero dei segni eucaristici, ma questo non toglie nulla alla sua capacità di sostenere il nostro amore e il nostro impegno a realizzare il suo progetto per il regno di Dio. Non si tratta ovviamente di un contentino o un piccolo premio per quanti si mostrano attenti alla sua parola e mettono in pratica il comandamento dell’amore, ma piuttosto della concreta possibilità di vivere restando sempre in comunione con il Signore. Così potremo riconoscere in ogni momento le grandi opere che Dio a fatto per noi anche attraverso tutto il bene che per noi compiono tanti nostri fratelli per ricambiare poi tutto questo con la nostra personale collaborazione alla crescita del regno di Dio in mezzo agli uomini.

Nella foto, don Natale, autore della riflessione

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