La riflessione di don Natale

Crema, 07 gennaio 2018

I Domenica ordinaria Battesimo di Gesù

La Parola: Is 55,1-11 Da Is 12 1Gv 5,1-9 Mc 1,7-11

In un attimo siamo passati dalla contemplazione del Bambino che ci è stato dato alla sua manifestazione completa, all’inizio della sua opera salvifica a favore di tutti gli uomini. Il brano odierno del Vangelo di Marco da una parte ci spalanca l’orizzonte verso il futuro, la realizzazione del progetto d’amore di Dio per noi attraverso le parole e i gesti di Gesù, il figlio prediletto che tutto opera grazie allo Spirito che abita in lui. Nello stesso tempo proprio la presenza esplicita dello Spirito Santo, non solo all’inizio, nel momento del Battesimo, quando si manifesta sotto forma di colomba, immagine cara agli evangelisti e che ci ricorda il nuovo inizio dell’umanità dopo il diluvio, ma anche in ogni attimo della sua vita, completa gli eventi del Natale. Ricordiamo bene infatti che l’incarnazione del Verbo, grazie all’assenso della Vergine Maria, si è compiuta grazie all’opera dello Spirito Santo. Ora il battesimo di Gesù da parte del Battista segna l’inizio della vita pubblica del Salvatore del mondo, sempre inabitato e guidato dallo Spirito. Il ricordo del nostro battesimo, quasi scontato nella celebrazione di oggi, è tale proprio perché ci permette di essere sempre più consapevoli della presenza dello Spirito anche nella nostra vita di redenti. Ora che l’atmosfera tanto carina del Natale ci lascia per reintrodurci nel clima concreto dei nostri giorni lavorativi e di studio abbiamo proprio bisogno del sostegno dolce e deciso dello Spirito, capace di suscitare le più belle risposte quotidiane di parole ed opere compiute secondo l’insegnamento e l’esempio di Gesù. L’anno nuovo è appena iniziato e già ci sembra troppo simile a quello che abbiamo concluso con tutte le nostre solite vicissitudini, ora positive ora negative. La speranza che il Verbo di Dio ci ha portato con il dono natalizio della pace deve adesso alimentarsi dello Spirito. Lui solo può davvero farci sentire figli amati del Padre, capaci di corrispondere in obbedienza alla sua volontà, attraverso la nostra vita piena di amore e di generosità verso tutti. Ora che spegniamo le luci del Natale cerchiamo di essere sempre accesi noi, per portare agli uomini del nostro tempo la speranza e la serenità di cui abbiamo tutti bisogno.

Nella foto, don Natale, autore della riflessione, con i giovani di Sergnano sulla neve

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