La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Crema, 28 marzo 2021

VI Domenica di Quaresima LE PALME anno B

La Parola: Is 50,4-7 Sal 21 Fil 2,6-11 Mc 14,1-15,47 (14, 43-52)

+ Dal Vangelo secondo Marco

... e subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo...



Mercoledì scorso anche il TG 1 nazionale ha presentato un servizio sulla morte di Maria e Franco, la coppia di Casale morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra a causa del Covid. Naturalmente il servizio giornalistico ha insistito sul dramma vissuto dai figli, privati nello steso giorno dei genitori, e sull’amore che ha accompagnato la coppia per tutti i 57 anni di matrimonio. Ma io intanto, da sacerdote, pensavo anche a don Giovanni Terzi, fratello di Maria, che da alcuni anni, lasciato l’impegno pastorale diretto, conviveva con la famiglia della sorella e che è tuttora ricoverato, per fortuna con qualche segnale di ripresa, contagiato dal tremendo virus. E pensavo tristemente al fatto che anche lui si è ritrovato davvero solo e quindi con un carico di sofferenza molto grande. Anche la passione secondo Marco, rispetto agli altri evangelisti, sottolinea proprio la solitudine di Gesù e inizia il racconto notando come proprio già nell’orto degli ulivi ‘tutti lo abbandonarono e fuggirono’, a costo di scappare via nudi. Conosciamo tutti le sofferenze fisiche patite da Gesù durante la passione, ma ancor di più siamo coscienti di come sia ancora più grande la sofferenza in quanto patita da innocente e per il bene di noi tutti suoi fratelli, e certamente la sofferenza raggiunge il massimo per il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la fuga davvero vergognosa di tutti i suoi amici, per i quali era pronto a dare la vita. Dobbiamo riconoscere che noi tutti in questo periodo, senza arrivare ai livelli della passione di Gesù, soffriamo tanto o poco della solitudine in cui talvolta siamo costretti. In particolare penso ai nostri ragazzi e gli adolescenti soprattutto che da troppo tempo son chiamati a rinunciare a quei momenti, così indispensabili alla loro età, di compagnia e amicizia con i coetanei, sia a scuola ma anche nel tempo libero, che ormai non è più libero ma un lungo e pesante blocco fisico e mentale. Diversamente dallo scorso anno, sicuramente più triste e angosciato per tutti, e lo ricordo bene perché proprio in questi giorni ero anch’io ricoverato in ospedale per il virus, la Pasqua potremo almeno celebrarla in comunità e con la speranza che presto si possa riprendere anche un po’ di vita sociale. Questo ci aiuterà a vivere ancor di più la Pasqua come una vera festa di liberazione anche se prima di pensare alla vittoria di Cristo sul peccato penseremo certamente tutti alla concreta possibilità di vincere la pandemia e vivere davvero con più gioia le nostre giornate a partire subito dal tempo pasquale, così ricco di Halleluja nelle nostre celebrazioni. Sapere che anche Gesù prima di giungere alla gloria della risurrezione e alla prospettiva di salvezza universale per tutti gli uomini da lui redenti e chiamati alla comunione piena e profonda con Dio, ha provato la solitudine e l’abbandono anche degli amici, ci deve sostenere in questi momenti di prova quando ricordiamo personalmente o in comunità quanti ci han lasciato troppo presto. Mai come quest’anno possiamo sentirci partecipi della passione del Signore con la sicura speranza che tutti potremo partecipare un giorno alla sua vittoria definitiva sul male e sulla morte.

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione: https://youtu.be/1rn_LvWv_LM ) 


Nella fot

o, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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