Il futuro di Scrp? Noi l'avevamo detto

Cremasco, 04 ottobre 2018

Siamo stati facili profeti. Nel mese di settembre, come circolo cittadino di Fratelli d'Italia, avevamo organizzato un incontro pubblico dal titolo provocatorio: ''Quale futuro per SCRP?". Relatore dell'incontro Antonio Grassi, uno dei sindaci che hanno deciso di uscire da Scrp, chiedendo il rimborso delle proprie quote. Grassi, in maniera netta e precisa, aveva dichiarato: "Scrp non ha futuro. Prodigarsi per mantenerla in vita è una forma di accanimento terapeutico. Piuttosto vediamo di costituire un nuovo
organismo che abbia davvero a cuore l'unità del Cremasco". Mai parole sono state più azzeccate. Nei mesi scorsi i vertici di Scrp avevano elogiato gli ottimi risultati da loro ottenuti, tacciando di miopia politica tutti coloro, in primis i sindaci che avevano chiesto il recesso dalla società. Bilancio florido, ottime prospettive per il futuro, valore della società pari a 30 milioni di euro, insomma una posizione ottima. Notizia dagli ultimi giorni l'ipotesi di una messa in liquidazione, argomento affrontato dal sindaco Bonaldi nell'ultimo consiglio comunale a Crema. Premesso che l'ipotesi di una messa in liquidazione non poteva essere affrontata dal consiglio comunale prima dell'assemblea dei soci convocata per il 4 ottobre, il nodo politico vero è che in realtà non si sappia più cosa far fare a SCRP. Il sindaco Bonaldi dice che Scrp deve cambiare pelle, facendo le cose più utili ai comuni, e cita testualmente "Centrale di committenza, i varchi e il collegamento delle ciclabili dei paesi". A parte
che il ruolo di centrale unica di committenza può essere benissimo svolto dalla Provincia, a costi sicuramente inferiori, sembra sicuramente strano che ad una società che fino a qualche giorno fa veniva indicata come fiore all'occhiello ed eccellenza per il territorio cremasco vengano affidati incarichi che sembrano non più così importanti, pur comprendendo gli obblighi derivanti dalla legge Madia. Insomma, sembra che la confusione regni sovrana e, pur sapendo di poter essere accusati di lesa maestà, riteniamo che il sindaco Bonaldi abbia dimostrato ancora una volta di essere una persona che non può rappresentare il territorio cremasco, anzi di essere fortemente divisiva, come dimostrato anche nell'ultimo consiglio comunale a Crema. Ci auguriamo di poter vedere, nei prossimi mesi, una nuova strategia politica per il rilancio di tutto il nostro territorio, che ha tutte le capacità di poter essere da traino per l'intera provincia.

Giovanni De Grazia, coordinatore cittadino Fratelli d'Italia Crema

Nella foto, un'assemblea Scrp

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