Riapre lunedì la scuola materna danneggiata dalla tromba d'aria del 6 giugno

Campagnola Cremasca, 04 gennaio 2018

“Lunedì riapre, finalmente, la scuola materna di Campagnola. Ringrazio i paesi vicini che ci hanno dato una mano, cosa che invece non è stata fatta da Regione e stato. Sono contento per metà e per metà amareggiato”. Così il sindaco di Campagnola Cremasca, Agostino Guerini Rocco, che chiude questa settimana il capitolo tromba d’aria, l’elemento naturale che ha rischiato di radere al suolo il suo paese il 6 giugno scorso, con un colpo di vento incredibile che ha raso al suolo due cascine, fortunatamente disabitate, alzato tetti, sradicato alberi, abbattuto palizzate e cancelli. Ma ha anche danneggiato pesantemente la scuola materna e parte del comune.

E’ stata una battaglia lunghissima, quella condotta dal sindaco, che lo ha visto mettere mano ai piani parecchie volte. All’indomani della tromba d’aria, fatti i conti, la scuola materna avrebbe dovuto riaprire a fine settembre, pochi giorni dopo la riapertura ufficiale dopo le vacanze. Invece, una prima ispezione non aveva sottolineato il fatto che la scuola, costruita negli anni Sessanta, oggi non sarebbe più stata agibile. Così il progetto ha dovuto tenere conto di una ristrutturazione più ampia dal costo finale di 230mila euro, il doppio del primo preventivo. Soldi che il comune non aveva. Inoltre, i lavori avrebbero occupato più tempo. Di qui la necessità di spostare i piccoli in altro comune per qualche mese. E qui la prima disponibilità di un comune amico, come Pianengo, che ha accolto i bambini sia di Campagnola, sia di Cremosano, questi ultimi a loro volta ospitati nelle materna di Campagnola, quando era agibile. Sistemati i piccoli, il sindaco ha cominciato ad andare a bussare alle varie porte per cercare di ottenere i fondi necessari. “Ritenevo che almeno il 50% delle spese sarebbero state coperte dalla Regione e dallo stato. Invece, non è stata riconosciuta la calamità naturale, ma la Regione ci ha accordato 33mila euro come aiuti all’agricoltura. Peccato che per presentare le varie domande abbiamo speso 22mila euro in perizie varie. Fortunatamente abbiamo avuto 80mila euro dall’assicurazione, ma ne abbiamo spesi 150mila solo per sistemare il tetto. Alla fine, ringraziando il comune di Crema che ha messo a disposizione da subito i suoi tecnici e i comuni di Pandino, Cremosano, Soncino e Pianengo che hanno raccolto fondi, possiamo dire che al nostro piccolo comune (600 abitanti, ndr) è rimasto da pagare qualcosa come 120mila euro”.

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