Passa il bilancio Scrp, ma se ne vanno in otto

Crema, 22 giugno 2018

Lasciamoci così, con un po' di rancore. E una vagonata di euro. L'altra sera assemblea Scrp, con la presenza dei sindaci. Un po' arrabbiati, un po' speranzosi, un po' disinformati. Perché c0'era da votare il bilancio, ma pochi lo avevano ritirato e nessuno lo aveva letto. Per la precisione, due lo avevano ritirato su 48 aventi diritto. Vabbè, sarà una questione di fede, dopo la polemica innescata da Luca Cristiani, primo cittadino di Casaletto di Sopra, il quale aveva fatto presente che sarebbe stato facile allegarlo alla lettera di convocazione, anziché chiedere ai sindaci di andare a prenderselo.Comunque, dopo i distinguo, votazione e il bilancio, 441.767 di attivo, passa. Ma a votare contro sono stati in otto e cinque si sono astenuti, mai visto prima. Secondo punto conflittuale, la surroga del consigliere del Cda che si era dimesso 14 mesi fa. Dapprima Aldo Casorati, Casaletto Ceredano, propone che dal 1° gennaio non ci sia un cda, ma si nomini un amministratore unico, quindi uno solo da pagare. Proposta accettata, ma a quel punto perché votare la sostituzione, visto che per 14 mesi si è fatto a meno e che mancano sei mesi all'innovazione? Niente da fare: si deve surrogare. E così viene eletta l'avvocata Crisitna Marchini. Terzo punto, il valore delle azioni. Fissato a 77.04 euro per azione, ha definito il prezzo delle defezioni. Perché in otto se ne vanno da Scrp e in altri cinque ci pensano. Secondo statuto, se lo stesso viene modificato, i soci hanno diritto di recedere prendendo i soldi delle azioni che possiedono. E così sarà. Fuori dalla consociata andranno Palazzo Pignano, che lascia le sue quote dietro 820mila euro, Salvirola, che ne prende 209mila, Romanengo, che incasserà 540mila euro, Casale Cremasco, 240mia euro, Soncino, circa un milione, Casaletto di Sopra, Trescore e Ticengo, per circa 500mila euro, per un totale superiore a tre milioni di euro.

Nella foto, una riunione di Scrp

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