Oasi felina non a norma e Arischiogatti non può aprirla

Crema, 28 luglio 2017

"L'oasi felina è in condizioni pietose, abbiamo mandato una lettera di diffida all'associazione che la gestisce". Lo ha detto la sindaca Stefania Bonaldi nel consiglio comunale di lunedì scorso, creando sconcerto nell'associazione Arischiogatti che ha firmato un contratto triennale col comune per la gestione dell'oasi. A cui però non può essere dato seguito perché l'oasi non è a norma. Dopo lo sconcerto iniziale in associazione per le parole della sindaca, dopo aver verificato che nessuna lettera di diffida è arrivata all'associazione, è stata l'associazione stessa a prendere carta e penna e a mettere alcune cose in chiaro. Due i punti essenziali. Il primo riguarda lo stato pietoso dell'oasi. Evidentemente la sindaca si riferiva all'erba alta che è stata tagliata ieri, come da programma. L'associazione non ha gli attrezzi e deve appoggiarsi a volontari che garantiscono il servizio quando c'è tempo. D'altro canto vogliamo andare a vedere come sono alcune aiuole e giardini cittadini? Ma il punto essenziale è proprio l'oasi. L'associazione ha fatto presente infinite volte che le reti non sono a norma: devono essere alte 2.50 metri per evitare che i gatti escano agevolmente. Invece sono alte solo 1.80. E questo rende impossibile all'associazione aprire l'oasi perché in caso di incidenti per gatti che escono dall'oasi ne risponde l'associazione. Nella lettera si chiede un incontro per chiarire. L'associazione non ha soldi da spendere per rifare il perimetro delle reti; l'oasi non è a norma e quindi così com'è è inutilizzabile. Che si fa?

Nella foto, l'oasi felina

Ecco la normativa regionale

ai sensi dell'art. 36 della legge regionale 20/12

Capo II

CARATTERISTICHE ED INFRASTRUTTURE MINIME DELL'OASI FELINA

Art. 4.

Caratteristiche e infrastrutture minime dell'oasi felina

1. Il Comune, d'intesa con il Servizio veterinario dell'Azienda per l'assistenza sanitaria, identifica l'oasi felina, quando la stessa ha le seguenti caratteristiche ed infrastrutture minime:

a) oasi felina chiusa: zona aperta con vegetazione adatta a creare zone d'ombra, dotata di recinzione anti scavalco a rete metallica, alta almeno due metri e cinquanta fuori terra, interrata per almeno 40 cm, con ambito di entrata a doppia porta, fornita di ripari costituiti da tettoie, casette in legno o di luoghi al coperto, in ogni caso atti a proteggere i gatti da intemperie, stazioni di distribuzione di cibo e dell'acqua protette in proporzione alla densità' dei gatti presenti, superficie calpestabile minima 10 mq per gatto; è necessaria la presenza di un reparto o locali o aree dedicati all'alloggio o ricovero di animali appartenenti all'oasi felina che dovessero necessitare di isolamento o contenzione per motivi sanitari, o necessitanti di cure. L'oasi felina deve essere dotata di un reparto completamente recintato e chiuso e isolato dal resto della struttura, anche se sempre comunicante, dedicato agli animali in ingresso, per l'ambientamento e l'eventuale osservazione sanitaria. L'oasi felina deve essere dotata di approvvigionamento di acqua e fornitura di corrente elettrica, eventuale impianto di videosorveglianza con telecamere, nonchè di idonee attrezzature per lo smaltimento dei rifiuti e spazi idonei al deposito di materiali preclusi all'accesso dei gatti e di altri animali;

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