Malcontenta, ecco com'era, ecco com'è

Sergnano, 07 dicembre 2017

A seguito della campagna denominata "Adesso basta incentivi" che chiede di fermare l'iper-sfruttamento idroelettrico dei fiumi, promossa da diverse associazioni e comitati ambientalisti giunti anche a essere ricevuti come delegazione il 24 Novembre a Roma dal Ministero dello Sviluppo Economico MISE; come amministratori del Cremasco abbiamo deciso di presentare nei rispettivi consigli comunali questa mozione che se approvata permetterà anche ai nostri comuni di schierarsi dalla parte di molti altri comuni e cittadini che già si sono espressi perché vengano abrogati gli incentivi al piccolo idroelettrico sotto 1 MW e vengano fortemente ridotti quelli da 1MW a 3MW oltre alla eliminazione del concetto di pubblica utilità per tali impianti.

Si ritiene infatti che la strategia di chiedere ulteriori vincoli produca poi il tentativo di aggirare quei vincoli, invece l'andare a incidere fortemente sugli incentivi economici pagati dallo stato per i MW prodotti renda queste centrali economicamente meno convenienti e quindi venga posto un freno alla ricerca spasmodica di profitti che queste società perseguono nonostante i bassi livelli di elettricità prodotta a seguito di opere spesso molto impattanti per l'ecosistema fluviale.

Nel Cremasco oltre alle numerose centraline idroelettriche costruite in passato è in corso la costruzione di due mini idro sulla palata Malcontenta e Babbiona tra i comuni di Sergnano e Casale Cremasco, mentre quella sulla palata Menasciutto tra Pianengo e Ricengo è per ora ferma grazie alla lotta del comitato "Salviamo il Menasciutto" e la contrarietà del comune di Pianengo.

E' con questo spirito di difesa del nostro territorio che ci siamo approcciati a una riflessione più ampia auspicando che i livelli superiori e il governo rivedano una politica energetica di iper-incentivazione del mini idroelettrico che grava sulle bollette dei contribuenti, che distorce le normali leggi di mercato e relega in secondo piano la tutela ambientale.

(Andrea Serena/Enrico Duranti)

Nelle foto, la Malcontenta prima e dopo

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