Ma in quel capannone, che cosa si fa?

Crema, 13 giugno 2018

Capannone di via Rossignli, ci sono imbarazzo, irritazione, arrabbiatura e una buona dose di faccia tosta. Tutto questi stigmatizzato da comunicati che arrivano da tutte le parti.

Dopo aver letto (?) di quanto successo nella notte da lunedì a martedì scorso nel capannone e in prossimità dello stesso, in via Rossignoli a Ombriano, 225 auto parcheggiate dappertutto fino a dopo le mezzanotte e 185 dopo l'una, rigorosamente contate e filmate da alcuni cittadini, dopo aver per l'ennesima volta denunciato che lì dentro si fa di tutto tranne quel che si può fare (cioè nel capannone a uso artigianale non si produce nulla, ma si prega negli orari e nei giorni comandati, parte prima il comune con il seguente comunicato, dal titolo fermezza, chiarezza e trasparenza da parte dell'amministrazione.

"In merito a indiscrezioni e materiali video pubblicati sui social network, che immortalano una celebrazione festiva ieri sera presso il capannone di via Rossignoli, l’Amministrazione intende chiarire ancora una volta atti e profilo delle interlocuzioni che hanno caratterizzato la relazione tra il Comune ed il Centro Culturale Islamico nonché i termini di utilizzo dell’immobile.

L’Amministrazione, con una diffida trasmessa in data 28/02/2018 ha ribadito come, da previsioni del PGT, siano ammissibili solo ed esclusivamente 4 destinazioni per l'utilizzo del fabbricato: direzionale/ricettivo/commercio al dettaglio; media struttura di vendita; funzioni produttive; attrezzature ricreative e di spettacolo. Veniva e viene pertanto esclusa ogni funzione “le cui finalità statutarie o aggregative siano da ricondurre alla religione, all’esercizio del culto o alla professione religiosa quali sale di preghiera, scuole di religione o centri culturali” (lettera introdotta dalla legge reg. n. 3 del 2011)”.

Da allora in avanti abbiamo rilevato in tutte le occasioni di confronto che la costituzione in associazione culturale non esime dagli obblighi dettati dalla normativa regionale in materia di luoghi di culto e che pertanto l’immobile di via Rossignoli non può essere e non potrà mai essere un luogo di culto.

A seguito del confronto con il Centro islamico delle scorse settimane, abbiamo confermato l’assegnazione alla Comunità islamica cremasca degli spazi della Colonia Seriana per la celebrazione del Ramadan, dal 15 maggio sino al 15 giugno prossimo. Al contempo, abbiamo stabilito che, dalla fine del Ramadan fino al mese di giugno 2019, verrà messa a disposizione della Comunità la palestra Serio, dalle 11.30 alle 14.30 di ogni venerdì, per garantire il diritto di esercitare il momento più qualificante della preghiera musulmana (simile alla preghiera domenicale per i cristiani), in spazi adeguati e decorosi.

Tale assegnazione è stata accordata con nota ufficiale del 16 maggio scorso (prot. n. 21787), la quale ribadisce tassativamente i termini della diffida a suo tempo inoltrata e i profili funzionali dell'immobile di Via Rossignoli, escludenti l'esercizio del culto.

Questi sono gli atti, chiari, trasparenti e coerenti, coi quali l’Amministrazione ha prima ribadito l’impossibilità di altri utilizzi del fabbricato di via Rossignoli e poi ha fornito concrete soluzioni alternative, apprezzate e usufruite per lo svolgimento del diritto alla preghiera.

Il corretto utilizzo della struttura di via Rossignoli, secondo le funzioni ammesse negli atti comunali, è pertanto oggetto delle verifiche e autorizzazioni delle autorità di Pubblica Sicurezza e non necessita di ulteriori autorizzazioni o procedure amministrative".


Nel frattempo arrivano le giustificazione da parte del presidente del Centro culturale islamico cremasco, Bouzaiane Dhaouadi, che afferma che l'altra sera è stata fatta una festa (senza avvertire chi di dovere, ndr), che si è chiacchierato e si è letto il corano, ma che non si è pregato. Ma il filmato postato da loro stessi sulla pagina fb del centro è stato immediatamente cancellato.


Ma il filmato è rimasto in rete abbastanza perché chi di dovere potesse visionarlo e prenderlo. Di qui il comunicato di Enrico Zucchi, ex candidato sindaco. Eccolo.

"«Quanto successo in via Rossignoli negli ultimi mesi, e in particolare la sera di lunedì 11 giugno, è un fatto assolutamente grave, di fronte al quale il Comune non può continuare a far finta di nulla. Abbiamo visto tutti chiaramente che nel capannone di via Rossignoli si svolgono attività di culto», prosegue Zucchi, «come testimonia in modo inequivocabile un video diffuso in rete. Dato che tutti i cittadini cremaschi, nel momento in cui utilizzano una struttura, sono naturalmente tenuti a rispettare determinate regole, non si capisce perché ci siano invece cittadini a cui è permesso di agire in maniera incontrollata. A fronte di tutto ciò, e con i ben noti problemi di sicurezza connessi, il Comune di Crema si è limitato a emanare una nota a dir poco “pilatesca” in cui sostanzialmente ci si limita a dire che le regole sono chiare, e sono altri gli organi deputati a farle rispettare. Chi ha una precisa responsabilità amministrativa non si può limitare a un atteggiamento del genere: nel momento in cui è chiaro e palese a tutti che in quel luogo si commettono irregolarità bisogna farsi parte diligente per far sì che le regole vengano rispettate. La situazione che si è venuta a creare è il frutto di un protratto atteggiamento di superficialità intorno a un problema centrale, come quello dell’insediamento di un luogo di culto islamico nel nostro territorio. La Giunta Bonaldi ha precise responsabilità in tutto questo, e non può continuare a mettere la testa sotto la sabbia e trincerandosi dietro a parole in perfetto “burocratese”. I cittadini chiedono rispetto delle regole e sicurezza. Un’amministrazione comunale ha il dovere di dare risposte chiare».

Nella foto, la notte della festa in via Rossignoli

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