Coti Zelati denuncia i grillini per un commento sarcastico

Crema, 10 febbraio 2019

"Commento satirico? Non penso proprio. Io denuncio, poi il giudice deciderà". Un arrabbiato Emanuele Coti Zelati risponde a chi gli fa notare che in fondo il commento (e relativi mi piace) non era proprio così da togliere la pelle. Ma lui non ci sta.

A scatenare le ire dell'esponente di Sinistra è stato un commento postato su fb da Matteo Della Noce, esponente grillini e sotto al quale hanno messo 'mi piace' Manuel Draghetti e una altro paio di esponenti del Movimento. Il commento faceva seguito a uno scritto nel quale Coti Zelati criticava il decreto sicurezza di Salvini. Della Noce è l'autore del commento sotto il post nel quale, il 4 dicembre scorso, si criticava la mozione di Coti Zelati per discutere in consiglio comunale il "Decreto Sicurezza". In modo ironico Della Noce sosteneva l'assurdità della mozione scrivendo: "Come non discutere in consiglio a Crema degli F35? TSO immediato". E sotto Draghetti e altri mettevano mi piace. "Non posso prendere del matto e per questo ho denunciato. Le sembra possibile che per un atto politico e pubblico qualcuno sostenga che io debba essere sottoposto a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio). Io ritengo che questa sia diffamazione e ho presentato denuncia. Poi deciderà il giudice".

Non l'hanno presa bene i grillini che, con un lungo comunicato, puntano il dito contro l'esponente di Sinistra. "Tutti i membri del M5S Cremasco e tutti i suoi rappresentanti eletti nelle istituzioni a livello regionale e nazionale esprimono massima solidarietà e totale supporto al portavoce comunale Manuel Draghetti e ad alcuni attivisti e simpatizzanti del M5S. Essi risultano indagati per diffamazione a causa di una querela del consigliere comunale di maggioranza Emanuele Coti Zelati, in seguito a un commento Facebook di un nostro attivista sotto un post del portavoce Draghetti, pubblicato in data 4 dicembre 2018. Il consigliere Coti Zelati certamente non è pensiero costante né delle persone denunciate né del M5S cremasco: lo invitiamo nuovamente a concentrarsi sulle problematiche di Crema, senza far perdere tempo inutilmente alle persone coinvolte in questa faccenda. Se questa è la sua attività politica prevalente, forse dovrebbe pensare alle proprie dimissioni".

E al comunicato dei grillini ha risposto Coti Zelati.

"E’ importante precisare che la querela risale al mese di dicembre e il sottoscritto, non volendo inquinare il dibattito politico con un attacco afferibile alla sfera personale, si è ben guardato dal rendere pubblica la cosa. Ci hanno pensato i grillini che, non avendo argomenti e facendo mostra della loro insipienza politica, vogliono giocare il ruolo di vittime di chissà quale attacco al loro “progetto” (?): non sono nemmeno riusciti a comprendere che il sottoscritto ha tutto il diritto di difendere la propria onorabilità (e lor signori si scaldano di fronte a questo fatto invece normale) e non ha voluto utilizzare l’episodio con scopi politici: è in questa direzione che si deve leggere il riserbo che ho mantenuto sulla questione. Altro che voler “limitare la libertà d’espressione del pensiero politico”!

I soggetti destinatari della mia azione legale hanno invocato per me (con l’aggravante di farlo su un mezzo come un social network) il “TSO immediato”I soggetti destinatari della mia azione legale hanno invocato per me (con l’aggravante di farlo su un mezzo come un social network) il “TSO immediato”.

I grillini addirittura chiedono le mie dimissioni: il codice etico del M5S non prevedeva forse le dimissioni per quegli eletti indagati? Draghetti quindi si dimetterà oppure hanno fatto marcia indietro anche su questa questione, così come su molte altre?

In ogni caso, ad ulteriore dimostrazione del fatto che il sottoscritto non ha mai voluto usare politicamente la questione, mi rendo disponibile a ritirare la querela a fronte di pubbliche scuse".

Nella foto, Coti Zelati e Manuel Draghetti

© Riproduzione riservata



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