Cambio di parroci nella diocesi di Crema

Crema, 10 agosto 2018

Parroci, si cambia. In questi giorni si stanno definendo i nuovi parroci che reggeranno alcune importanti parrocchie della diocesi di Crema. La parrocchia più prestigiosa è quella del Duomo, dove, dopo non pochi tentennamenti, si è arrivati a nominare parroco don Angelo Frassi, che viene dal Sacro Cuore di Crema Nuova e sembrava destinato a Ricengo. Invece, con l’addio definitivo di don Emilio Lingiardi il prossimo 31 agosto, al Duomo arriverà don Angelo. Don Emilio è già impegnato nel trasloco. Ha messo insieme 28 cartoni di libri che ha regalato una biblioteca e lascerà la casa di via del Forte a fine mese.

La parrocchia del Sacro Cuore, come da tempo è risaputo, si fonderà con quella di S. Carlo. Il parroco di quest’ultima, don Maurizio Vailati, andrà in curia come vicario vescovile, anche se resterà parroco di S. Carlo, almeno sulla carta, mentre a reggere la nuova unità parrocchiale ci sarà don Francesco Ruini, curato a Montodine.

Lascia il parroco di Casale Cremasco, don Pietro Lunghi, 68 anni, che ha chiesto di essere sollevato dall’onere della sua parrocchia. La sua richiesta era già stata inoltrata fin da due anni fa. Al suo posto potrebbe arrivare don Natale Grassi Scalvini, attuale cappellano di Sergnano ed ex parroco di S. Bernardino. E l'attuale parroco di S. Bernardino, don Lorenzo Roncali, dovrebbe assorbire anche la parrocchia di Castelnuovo, dove il parroco don Giuseppe Dossena sarà destinato ad altra parrocchia (Ricengo?).

A Capergnanica, dopo l’addio di don Ezio Neotti, che passa a Credera Rubbiano, dovrebbe arrivare don Andrea Rusconi, che era cappellano a Credera Rubbiano. Restano libere le parrocchie di Ricengo, dove il parroco don Lorenzo Vailati lascia per raggiunti limiti d’età e forse quella di S. Carlo, se don Maurizio Vailati si trasferirà in curia.

A settembre verranno discusse le unità pastorali proposte dal vescovo, 13 in tutto a cui si aggiunge Crema, destinata scendere a tre unità pastorali, contro le 15 parrocchie originarie. Se in un recente passato sembrava che le unità pastorali sarebbero entrate in funzione a settembre o poco dopo, adesso pare che ci sia stata una frenata. A settembre il vescovo monsignor Daniele Gianotti ne parlerà nuovamente ai sacerdoti ma difficilmente si arriverà a un conclusione e più facilmente il progetto sarà rinviato al prossimo anno. In ogni caso, la diocesi non perderà alcuna delle sue 62 parrocchie, anche per una questione economica: i fondi dell'8xmille vengono distribuiti in base al numero di parrocchie, perderle significa meno entrate. Quindi probabilmente si andrà verso la nomina di un arciprete che presiederà una unità pastorale, mentre le singole parrocchie avranno un loro parroco. E quando, entro tre anni, la diocesi andrà in affanno per via dei numerosi preti che arriveranno al traguardo dei 75 anni, allora si dovrà scegliere se mantenere i parroci anche oltre quell'età o nominare uno stesso parroco per più parrocchie.

Nella foto, il palazzo vescovile

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