Botta e risposta, piccata, tra Casorati e i sette sindaci che se ne sono andati da Scrp

Cremasco, 05 luglio 2018

Il sindaco di Casaletto Ceredano, Aldo Casorati, ha definito Capitani coraggiosi che scappano col bottino i sette sindaci. Che non mettono tempo in mezzo per rispondere.

«Capitani coraggiosi che scappano con il malloppo» così ci definisce, Aldo Casorati, sindaco di Casaletto Ceredano e coordinatore dell’Area Omogenea cremasca.

Non sappiamo se siamo capitani coraggiosi. Di sicuro, non scappiamo con il malloppo. Non rubiamo nulla a nessuno, ma esercitiamo un diritto che la legge ci concede. Diritto che ci permette di incassare il valore delle azioni di Scrp che ciascun nostro comune possiede. Per questo Casorati dovrebbe almeno scusarsi con noi.

Di sicuro non mettiamo a rischio l’unità del territorio, che non si compatta con una società per azioni, ma con un organismo politico.Questo organismo è l’Area omogenea, della quale Casorati è coordinatore e che - spiace evidenziarlo – con le dichiarazioni di oggi dimostra di non essere in grado di ricoprire il ruolo con la dovuta serenità ed equilibrio. Ma questo si era già capito quando, a pochi mesi dalla nascita dell’Area omogenea, tre membri del coordinamento si erano dimessi perché in disaccordo con la sua gestione.

Casorati liquida le precise e circostanziate giustificazioni della nostra scelta di uscire da Scrp con un generico «scuse campate per aria», ma non ci contesta nessuno dei motivi che abbiamo abbondantemente elencato e che i cittadini conoscono perché diffuse dagli organi di informazione cartacei e digitali.

Come tutti coloro che si credono unti dal signore pecca di arroganza e pronuncia la scomunica: «Assisto a sterili polemiche sulla leadership, su aspetti gestionali e di forma solo superficiali, senza mai affrontare il vero problema del futuro di Scrp».

Casorati ci deve scusare, se noi amministratori comunali ci permettiamo di criticare la gestione di una società della quale siamo azionisti. Per esempio, se ci sembrano eccessivi i 600 mila euro pagati in un anno per consulenze e incarichi esterni e gli oltre 3 anni per chiudere l’appalto dei rifiuti. Ma, per Casorati, sono sciocchezze.

Stendiamo un velo pietoso poi sull’uso strumentale del problema occupazione. Ma da quando in qua una società florida, come ci hanno descritto Scrp,chiude se meno del 10 per cento dei soci recede?

Infine, Casorati e tutti coloro che si stracciano le vesti perché 7 sindaci lasciano Scrp non si sono posti la domanda: ma perché si è giunti a questo? Non sorge loro il dubbio che forse qualcosa non ha funzionato nella gestione della società?

Per noi non è stato facile prendere la decisione di lasciare Scrp. C’è voluto coraggio, su questo Casorati ha ragione. Quel coraggio che loro non hanno avuto negli ultimi quattro anni, sordi alle critiche e alle osservazioni che nelle assemblee e in altre sedi venivano sollevate. Per loro, per i sostenitori dello status quo eravamo i pecoroni, poi gli irresponsabili e ora quelli che scappano con il malloppo. Loro, invece, sono i difensori del fortino, ma non eroi. Sono i difensori di un sistema obsoleto e inefficiente.

Marco Arcari, sindaco di Ticengo

Rosolino Bertoni, sindaco di Palazzo Pignano

Luca Cristiani, sindaco di Casaletto di Sopra

Gabriele Gallina, sindaco di Soncino

Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco Vidolasco

Nicola Marani, sindaco di Salvirola

Attilio Polla, sindaco di Romanengo

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