Arrivano dall'accademia Carrara di Bergamo con i loro lavori

Crema, 11 maggio 2018

Il Secondo prima di Mezzanotte è la seconda esposizione del progetto CCSAContemporaneo, nato dal bando Under 35 dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Crema, che ha come obiettivi la promozione delle Sale Agello del Centro Culturale Sant’Agostino come luogo del contemporaneo.

Un progetto elaborato da 13 studenti dell'Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo, nell’ambito del corso di pittura tenuto da Ettore Favini: Claudia Ambrosini, Miriam Arlati, Laura Baffi, Samuele Bellebono, Silvia Berbenni, Manuel Bergamini, Gaia Boni, Silvia Ontario, Giorgio Pagani, Roberto Picchi, Erinea Ravasio, Olivier Russo, Nicola Zanni, percorrono e interpretano il tema, con differenti chiavi di lettura.

Nel 1947 Stati Uniti e Russia cominciano la spartizione del panorama post-bellico. La grande parentesi aperta sul nucleare e sui suoi impieghi pochi anni prima si allungherà ben oltre il riverbero degli sviluppi più eclatanti del conflitto. Un clima in cui la codifica di un nuovo sistema di equilibri impone l'urgenza di strumenti che ne leggano i ritmi e l'incidenza. È con questa esigenza che alcuni degli scienziati dell'Università di Chicago, membri del Bulletin of Atomic Scientist, progettano e lanciano il modello del Doomsday Clock. Nato come monumentale disegno statistico, il Doomsday Clock formula un esito allo statuto umano e, calcolando un'imponente mole di dati, vi antepone degli step, degli inviti, delle condizioni necessarie e imprescindibili. Un orologio rintraccia la posizione dell'umanità, indicata in minuti, come distanza dalla mezzanotte.

Uno schema lineare e canalizzante. Questo corridoio si apre ad un orizzonte oltre il quale trova spazio solo la memoria a breve termine e la relazione tra eventuale e casistico perde la propria rigidità. In uno scenario nel quale pronostici e precedenti non sono più termini affidabili, itinerari fruibili, i giovani autori avanzano schemi e diagrammi di analisi, visioni, apparizioni, deformazioni e scenografie. Una linea tagliafuoco. In carenza di dati accertanti si orientano senza coordinate fisse tentando di imporre la propria morfologia verso un paesaggio troppo densamente ipotizzato per attingervi. Il reale prima frantumato in una volta a mosaico, adesso si riassesta, si uniforma e si condensa in una“quinta opale”.

dal 13 al 27 maggio 2018

Inaugurazione 12 maggio ore 18

Orari: da venerdì a domenica 15:00 - 18:30

Nella foto, un'opera esposta

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