Arriva la polmonite, che fa paura

Crema, 12 settembre 2018

La polmonite fa paura, perché non si sa con certezza da dove arrivi e, soprattutto, i numerosi casi registrati nelle zone vicine al nostre territorio non ci tranquillizzano. E da qualche giorno si punta il dito sull'acqua potabile come potenziale veicolo dell'infezione. Come è l'acqua che beviamo? Lo abbiamo chiesto a Padania acque.

"A seguito dei recenti casi di polmonite riscontrati nell’area della dassa bresciana orientale, del mantovano e del casalasco e in considerazione della condivisa e giustificata preoccupazione della popolazione, Padania Acque e ATS della Val Padana intendono rassicurare i cittadini della provincia di Cremona, ribadendo che non esiste alcun rischio di contrarre il batterio della legionella per chi beve l’acqua del rubinetto".

Quindi assolviamo l'acqua?

"Anche l’assessore regionale a Welfare e Sanità Giulio Gallera ha recentemente dichiarato che l’acqua pubblica, l’acqua che scorre negli acquedotti, si può consumare per uso alimentare. Non c’è alcun legame tra l’infezione polmonare causata dal batterio della legionella e il consumo dell’acqua di rete poiché la malattia non si contrae bevendo l’acqua del rubinetto".

Come fate a garantire l'acqua del rubinetto?

"Dalle frequenti e costanti analisi sia sulla rete di distribuzione idrica sia sui punti di prelievo (quindi in fase di consegna agli utenti), effettuate dal laboratorio analisi chimiche e microbiologiche di Padania Acque - accreditato da Accredia fin dal 1999 – e sottoposte alle verifiche e ai monitoraggi di Ats Val Padana, l’acqua è sempre risultata conforme a tutti i parametri di potabilità previsti dalla normativa di riferimento".

Ricordiamo he in provincia a ieri si sono registrati tre casi di polmonite, a Drizzona, Ostiano e Casalmaggiore e che nel cremasco non sono segnalati casi.

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