Agazzi chiede le dimissioni della Bonaldi, lei lo manda...

Crema, 19 giugno 2018

Il consigliere chiede le dimissioni della sindaca e le lo manda a quel paese. Platealmente. E’ successo ieri durante il consiglio comunale, quando il capogruppo della Lega, Andrea Agazzi, ricordando quel che era successo a proposito del capannone di via Rossignoli trasformato in moschea abusiva, ha chiesto le dimissioni della sindaca. E quest’ultima, senza rispondere, ha alzato il braccio a mo’ di vaffa di grillina memoria…

“Pensavo che il vaffa fosse prerogativa grillina – ha detto poi Andrea Agazzi. – Invece la sindaca l’ha adottato. Si vede che quando qualcuno non la pensa come lei, scatta il vaffa”.

Ieri all’apertura dei lavori del consiglio comunale Agazzi si è alzato e ha chiesto la parola. Quindi ha fatto un breve riassunto di quel che era successo nella passata settimana, con la presa in giro (parole della sindaca) da parte della comunità islamica che ha dato da bere al primo cittadino e a tutti i cremaschi che lo ro rispettavano le regole e che nel capannone non si pregava per nulla. La presa in giro non è stata solo della sindaca, secondo Agazzi, ma di tutti i cittadini che hanno dato fiducia alla comunità.E per sei anni in fila. Quindi, secondo il consigliere della Lega, a questo punto Stefania Bonaldi deve lasciare il posto a qualcuno che sappia gestire meglio la situazione. Ma la reazione è stata senz’altro inattesa e sopra le righe. “Non pensavo che la sindaca rispondesse, ma che facesse quel gesto francamente era al di fuori delle possibilità che avevo ipotizzato. A questo punto sentirà gli altri colleghi della minoranza per presentare una mozione nei confronti della sindaca: il suo comportamento mi convince ancora di più che non è in grado di rivestire questo ruolo e deve lasciare il posto a qualcuno più qualificato”.

L’affaire capannone quindi continua a far discutere anche perché sono in molti ad attendere la prossima mossa, che potrebbe arrivare domani. La sindaca, sempre più irritata dal comportamento beffardo del presidente del Centro islamico cremasco, Bouzaiane Dhaouadi, domani potrebbe emettere l’ordine di chiusura del capannone. Ricordiamo che il presidente la scorsa settimana in una prima intervista aveva negato che nel capannone si fosse pregato, asserendo che era in corso una festa. Quindi, quando gli era stato mostrato il video postato sulla pagina fb del centro, dove si vedevano chiaramente musulmani in preghiera, lo aveva fatto rimuovere e, infine, quando la sindaca si era irritata per il video e l’ennesima ispezione della polizia locale aveva certificato quel che tutti sapevano, aveva ammesso lo sgarro e aveva chiesto scusa. Troppi cambi di posizione nel giro di sole 48 ore, a misura ormai colma.

Le difficoltà della sindaca nei confronti diquesta vicenda sono ormai note a tutti e la richiesta di dimissioni non è un atto formale, ma una conseguenza a un comportamento troppo indulgente nei confronti di chi, per ben due volte, ha dimostrato di non meritare fiducia. Ricordiamo che la stessa comunità aveva partecipato a un bando per costruire la moschea in un luogo indicato dal comune, facendo sapere di avere tutte le carte in regola, per poi essere estromessa dal bando stesso per mancanza di chiarezza e di copertura economica. Anche qui uno smacco all’amministrazione che aveva creduto in loro. L’altra comunità islamica, letto il bando, non vi aveva partecipato, in quanto in esso vi erano principi contrari alla loro religione.

Non finisce qui, comunque, perché tutti i riflettori sono puntati sulle mosse della sindaca. Chiuderà davvero il capannone? E in caso positivo, per quanto tempo. Ma soprattutto, a questo punto come risponderà la comunità islamica cremasca, che conta un numero considerevole di aderenti, pare circa 400.

Nella foto, l'intervento di Andrea Agazzi in consiglio comunale

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